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lunedì 18 novembre 2013

Come far pagare la tredicesima dagli evasori fiscali

Ogni economista che si rispetti ha bell'e pronta la propria personale ricetta per abbassare le tasse che, alla prova dei fatti, si dimostra puntualmente un flop: eppure, una soluzione ci sarebbe, per dare più soldi ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati, senza per questo mandare in rosso i conti pubblici.

Per fare ciò servirebbe, innanzitutto, una sorta di meccanismo che permetta di spostare il peso fiscale, garantendo altresì l'assoluta parità del gettito complessivo: questo meccanismo esiste di già, ed è nascosto in una delle più antiche tradizioni italiane, ovvero la tredicesima.

Per prima cosa, un ipotetico Ministro dell'Economia dovrebbe dichiarare a reti televisive unificate che il 2014 sarà “Anno di lotta senza quartiere all'evasione fiscale”, stabilendo al contempo che la tredicesima sarà spalmata per decreto su dodici mesi, per tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati: a dicembre il bonus sarà pagato con le somme recuperate nel frattempo all'elusione ed all'evasione fiscale.

Con lo stesso decreto d'urgenza, verranno altresì congelati (in attesa di una improrogabile revisione dell'intera tematica previdenziale e assistenziale) gli importi eccedenti i cinquemila euro mensili, degli assegni pensionistici attualmente in pagamento: di sicuro dipendenti e pensionati si troverebbero, da subito, più soldi in tasca, con ciò contribuendo alla ripresa dei consumi interni.

Nel frattempo verrà messa in campo una vera e propria task force per intercettare gli evasori, tenendo presente che la spesa delle tredicesime ammonta a meno di un decimo, rispetto al totale stimato di evasione ed elusione fiscale che affligge il nostro Paese.

Supponendo che in un anno di lotta senza quartiere, anche grazie all'occhio vigile di dipendenti e pensionati consci di giocarsi il bonus, si arrivi a recuperare almeno il settanta per cento dell'ammontare delle tredicesime, i tre quarti delle famiglie italiane (ovvero quelle che vivono di stipendi e pensioni) si ritroverebbero in tasca un bel gruzzoletto, da aggiungere alla tredicesima già percepita mensilmente.

Cosa riceverebbero in cambio imprenditori, aziende ed enti pubblici? Ad esempio un armistizio sindacale e una moratoria dei contratti di lavoro, che si tradurrebbe in una conseguente riduzione del costo del lavoro, a tutto vantaggio del recupero di competitività sul piano internazionale.

Se tutti faranno la loro parte, a fine anno si darebbe per consolidato il risultato e, del caso tale formula avesse raggiunto gli obiettivi prefissati, la si potrebbe ripetere per l'anno successivo e per quelli a venire, spalmando sempre la tredicesima su dodici mesi e creando nuovi gruzzoletti per pagare il bonus a fine anno.

In un triennio si potrebbero spostare cento miliardi di euro, attaccando severamente a fondo l'evasione, la corruzione e gli sprechi pubblici, il che consentirebbe di far diminuire l'ormai non più sopportabile pressione tributaria complessiva: solo allora si potrebbe affermare che “le tasse sono bellissime”, sia perché corrispondenti effettivamente al costo dei servizi erogati, sia, soprattutto, perché a pagarle non sarebbero più soltanto i soliti noti.