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lunedì 25 novembre 2013

La fine dell'era spaziale e il rischio di una guerra antisatellitare

L'era spaziale, così come l'abbiamo conosciuta fino agli anni novanta, ha senza alcun dubbio rappresentato una sorta di Eldorado per il progresso scientifico: telecomunicazioni, previsioni del tempo, agricoltura, tutela delle foreste e persino la ricerca dei minerali hanno subito una vera e propria rivoluzione.

Così è avvenuto anche per la guerra: nessuna potenza, infatti, può oggi mobilitare le sue forze armate in segreto, visto che è possibile conoscere la posizione esatta di tutti gli edifici del pianeta, contro i quali è addirittura possibile guidare bombe 'intelligenti' grazie al gps.

Eppure, niente di tutto questo somiglia, neppure lontanamente, all'era spaziale che avevano immaginato i 'pionieri' che la misero in moto negli anni cinquanta e sessanta: quando furono lanciati in orbita i primi razzi spaziali, infatti, si parlava di 'avventura' ed 'esplorazione', ora non più.

Tanto che Bruce Carlson, direttore del National Reconnaissance Office, la squadra che gestisce con discrezione i satelliti spia statunitensi, già nel 2010 annunciò che la sua agenzia si sarebbe imbarcata nel piano di lanci più aggressivi mai intrapreso negli ultimi venticinque anni, a riprova del fatto che la maggior parte dei fondi, un tempo appannaggio della Nasa, sono ora dirottati verso i satelliti militari.

Si tratta, in larga parte, di dispositivi spia per tenere d'occhio gli altri Paesi, ovvero satelliti per le telecomunicazioni che consentono ai militari di parlare tra loro, e satelliti gps ideati per guidare soldati e bombe verso i bersagli: ma ci sono anche programmi più esotici.

L'aeronautica Usa ne ha uno per la guerra antisatellitare, mirato a distruggere o mettere fuori uso i satelliti nemici, mentre un altro prevede l'utilizzo di un velivolo sperimentale, come l'X 37 (discendente ridotto e senza pilota del vecchio shuttle) del quale nessuno pare sappia ancora niente di preciso.

Una delle ipotesi correnti, riferisce trattarsi di un aereo spia capace di individuare i bersagli intelligenti che sanno nascondersi dai satelliti spia, le cui orbite sono del resto prevedibili: secondo altri, invece, l'X 37 servirebbe a distruggere i satelliti o a sganciare bombe, una volta messo in orbita.

Non solo gli Stati Uniti, anche le altre superpotenze starebbero scaldando i muscoli: la Cina, ad esempio, starebbe sparando regolarmente in cielo potenti laser, a dimostrazione della propria capacità di abbagliare o accecare i satelliti, seguita dalla Russia di Putin che ha fatto sapere pubblicamente di possedere anch'essa armi antisatellitari.


Così, mentre il Presidente americano Obama ha annunciato al mondo intero di aver stretto un accordo con l'Iran, riguardo il blocco del programma nucleare portato avanti dagli ayatollah, appare d'altra parte evidente che un auspicabile futuro di pace rischia seriamente d'essere minacciato da un altro e più oscuro pericolo: quello di una  guerra antisatellitare.