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mercoledì 18 giugno 2014

Ambiente: il robot che produce energia pulita

Parte dalla Sicilia, più precisamente dall'Irssat di Misterbianco (CT), la nuova frontiera del riciclo dei rifiuti organici prodotti a livello domestico che, alla fine di un processo di pre-compost, saranno in grado di produrre biogas ed energia elettrica.

Il progetto, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Life Plus e denominato No.Waste, è stato presentato nell'ambito della manifestazione “Green Week”, tenutasi recentemente a Bruxelles.

Le ricerche condotte dall'Istituto siciliano hanno permesso di mostrare che se il robot No.Waste fosse utilizzato da una popolazione di 10-15 mila persone, la resa annua in termini di produzione di energia elettrica consentirebbe addirittura un risparmio economico di circa 70-100 mila euro l'anno, secondo le attuali tariffe degli enti di gestione italiani.

L'Irssat ha realizzato un piccolo robot capace di triturare i rifiuti organici casalinghi, agevolandone al contempo la trasformazione in pre-compost: il prodotto così ottenuto, verrebbe successivamente ritirato dalle abitazioni ogni una-due settimane, per essere sottoposto ad una seconda fase di lavorazione, che porterà alla produzione di biogas.

Il gas così generato potrà, a sua volta, essere utilizzato come fonte energetica primaria, o subire un'ulteriore trasformazione in energia elettrica: la frazione residua finale del processo, sarà comunque un compost di alta qualità, ottimo come biofertilizzante da utilizzare in agricoltura.

mercoledì 5 marzo 2014

Entro il 2025, il 40% degli impiegati sarà sostituito da robot intelligenti

Giusto per farci un'idea, basti pensare che in Giappone stanno costruendo un robot, con il solo scopo di portarlo a sostenere e, naturalmente superare, l'esame di ammissione all'università: questo è solo un esempio, sono infatti parecchie le aziende che stanno cercando di sviluppare un'intelligenza artificiale, in grado di svolgere quasi tutte le mansioni lavorative.

Al punto che il vecchio sogno dell'uomo di farsi sostituire dalle macchine, quantomeno nei lavori più faticosi, rischia ora di trasformarsi in un incubo: la nota società di consulenza McKinsey & Company  stima infatti che, entro il 2025, ben il 40 per cento dei “lavori di concetto” verranno svolti dai robot intelligenti.

Alcuni ricercatori della Oxford University prevedono, inoltre, che nel prossimo futuro quasi il cinquanta per cento dei posti di lavoro americani è destinato a sparire: non a causa del perdurare della crisi economica o per l'occupazione di manodopera straniera a basso costo, bensì perché verranno presi da robot intelligenti, non più solo in grado di avvitare bulloni, ma anche di assolvere a funzioni che un tempo richiedevano l'impiego del cervello.

Una recente inchiesta del Financial Times sulle origini di questa tendenza, ha scoperto ad esempio l'esistenza della start up di tale Daniel Nadler il quale, anche grazie al finanziamento di Google, ha creato un sistema denominato Warren (in onore di Warren Buffet), che in pratica si occupa di raccogliere i dati, inserirli nel computer e prevedere le reazioni dei titoli di borsa ai vari avvenimenti.

Oggi ci sono migliaia di lavoratori del mondo finanziario che svolgono queste mansioni, mentre Warren, sulla base delle proprie analisi, consiglia addirittura cosa comprare e cosa vendere, il tutto senza il supporto del cervello umano, sostituendolo in tutto e per tutto: a questo punto non rimane che chiederci se non sia, piuttosto, arrivato il momento di progettare un mondo senza lavoro per i nostri figli e i nostri nipoti.