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sabato 5 luglio 2014

Cittadini & Crisi: in 10 anni costo dei servizi pubblici alle stelle

Meglio il pubblico o il privato? Chissà quante volte, negli ultimi anni, ci è capitato di sentir riproporre quest'amletico dubbio in tema di gestione e costi dei principali servizi pubblici in Italia: un contributo alla conoscenza della verità può certamente essere considerato, in questi termini, il recente studio della Cgia di Mestre, che ha preso in considerazione l'aumento delle tariffe nel periodo intercorso dall'anno di liberalizzazione dei principali servizi, fino al 2013.

Ne risulta che, negli ultimi 10 anni, le tariffe dei principali servizi pubblici nel nostro Paese hanno subito rincari da Guinness dei primati: l'acqua, ad esempio, è aumentata dell'85%, la raccolta dei rifiuti dell'81,1%, i pedaggi autostradali di più della metà, i trasporti urbani del 49,6%, mentre solo i servizi di telefonia hanno subito un calo del 15,9%.

Sempre nel periodo preso in esame si è registrato, per contro, un aumento dell'inflazione del 23,1%: le assicurazioni sui mezzi di trasporto sono salite addirittura del 197,1% (ovvero 4 volte in più dell'inflazione), i pedaggi autostradali del 62,7%, i trasporti ferroviari del 57,4%, il gas del 53,5%, mentre i servizi postali si sono mantenuti più o meno in linea (37,8%) con il tasso inflattivo.

Solo i servizi telefonici, in questo scenario da guerra dei mondi, hanno subito un consistente calo dei prezzi: -18,8%, contro un aumento dell'inflazione del 38,5%, tanto che, come osserva il presidente della Cgia di Mestre, Bortolussi “Questi dati dimostrano che le liberalizzazioni hanno portato, in definitiva, pochi vantaggi ai consumatori, soprattutto perché in parecchi settori si è passati da un monopolio pubblico, ad un regime oligarchico che ha tradito i principi stessi delle liberalizzazioni”.