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martedì 20 agosto 2013

Salute: curare il Parkinson con la crema antirughe?

Da quasi dieci anni, ormai, un gruppo di scienziati e ricercatori californiani sta analizzando, sotto ogni profilo, una famiglia italiana al cui interno si sono verificati più casi di persone affette dal morbo di Parkinson.

Da questo studio si evincerebbe che, lo svilupparsi della malattia invalidante, dipende innanzitutto dalla proteina Pink1, che degenera e muta velocemente all'interno dei soggetti che vengono colpiti dal Parkinson.

Molteplici sono stati, finora, gli sforzi degli esperti a livello mondiale per trovare un rimedio contro l'insorgere di questa terribile malattia -purtroppo senza risultati apprezzabili- tanto d'aver fatto perdere, quasi del tutto, la speranza agli stessi malati ed ai loro famigliari.

Ma ecco che ora, grazie a quest'ultima scoperta del team di ricercatori dell'Università della California, un lumicino potrebbe, quantomeno, riaccendersi.

Sembrerebbe provato, infatti, che per ottenere il rallentamento della degenerazione cellulare, con effetti visibili anche a livello comportamentale nei soggetti affetti dal morbo di Parkinson, sia sufficiente ricorrere ad un ingrediente fondamentale, fino ad oggi contenuto solo nelle creme antirughe.

Si tratterebbe, sempre secondo gli scienziati statunitensi, di un ormone vegetale, la Chinetina, conosciuto per la sua proprietà di regolare -in natura- la crescita e la differenziazione cellulare, ritardando l'ingiallimento e l'invecchiamento delle foglie e rallentando, al contempo, la maturazione dei frutti.

In campo cosmetico, peraltro, l'impiego della Chinetina ha fin da subito mostrato miglioramenti nell'iperpigmentazione, couperose e stato d'idratazione della pelle.


Che le qualità finora dimostrate da questo fitormone, in campo cosmetologico, possano rivelarsi altrettanto decisive per la cura del Parkinson, starà ai ricercatori californiani riuscire a dimostrarlo: sarà la volta buona?

martedì 30 luglio 2013

Salute: Calo ormoni sessuali maschili causa i sintomi del Parkinson

Questo è quanto afferma uno studio prodotto da un team di neurologi della Rush University, secondo cui un calo improvviso del testosterone, l'ormone sessuale maschile, può provocare sintomi simili a quelli del morbo di Parkinson.

Nel descrivere i risultati di questa ricerca sul 'Journal of Biological Chemestry”, Kalipada Pahan, responsabile del progetto, ha spiegato “Mentre molti studi sul morbo di Parkinson si concentrano sull'utilizzo di diverse tossine e su complessi approcci genetici, noi abbiamo scelto di concentrarci sul testosterone”.

Così facendo, gli scienziati statunitensi hanno scoperto che l'improvviso crollo dei tassi di testosterone, come avviene ad esempio subito dopo una castrazione, può essere sufficiente a causare sintomi analoghi a quelli del morbo, nonché l'insorgenza di una patologia come il Parkinson nei topi maschi.

Abbiamo rilevato inoltre” -ha proseguito l'esperto- “che l'integrazione dell'ormone nella forma diidrotestosterone dall'enzima 5-alfa-reduttasi, produce un'inversione della malattia nel modello murino”.


In ultima analisi -conclude Kalipada Pahan- l'attivazione di interventi mirati alla conservazione di un buon livello di testosterone nei maschi, potrebbe rappresentare un importante passo in avanti, soprattutto in termini di promozione della resistenza nei confronti del morbo di Parkinson.