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mercoledì 10 luglio 2013

Trasparency International: 9 italiani su 10 pensano che i partiti politici sono corrotti

Si tratta del più esteso sondaggio, mai realizzato al mondo, sul tema della corruzione: a realizzarlo. L'organizzazione no-profit Trasparency International, che ha intervistato ben 114mila persone di 107 Nazioni, per rendere una fotografia -il più chiara possibile- di quanto e in che misura i cittadini hanno a che fare con questo fenomeno, nella loro vita quotidiana.

Avete mai pagato una tangente? Credete che, nel vostro Paese, la corruzione sia aumentata? Il vostro governo conduce una lotta serrata al fenomeno della corruzione? Queste, sono state solo alcune delle domande rivolte agli intervistati.

Per quanto riguarda il nostro Paese, in particolare, più del 60% degli intervistati (su un campione di oltre mille soggetti censiti dalla Doxa) pensa che nel corso dell'ultimo anno la corruzione in Italia sia aumentata, che ciò costituisca un grave problema e che l'azione politica di contrasto sia del tutto inefficace.

Un dato impressionante, però, emerge tra gli altri: ben  9 italiani su 10 pensano che i partiti politici siano il luogo in cui, più che altrove, proliferi la corruzione.

Il sondaggio condotto da Trasparency International mette in evidenza il fatto che, proprio nei Paesi con la maggiori economie mondiali, le persone credono che i propri governi rispondano innanzitutto a lobby portatrici di interessi particolari.

Anche in questo caso, rispetto alla media mondiale, i cittadini italiani hanno un'opinione peggiore sia nei confronti dei loro partiti politici, sia del Parlamento, entrambi ritenuti luoghi di corruzione, per un valore rispettivamente di 4,5 e 4,1 (in una scala da 1 a 5, ove 5 è il valore peggiore).

I nostri connazionali intervistati, viceversa, valutano il proprio sistema giudiziario come meno corrotto, sempre rispetto alla media mondiale, pur rivelandosi il settore in cui, in Italia, pare sia stato pagato il maggior numero di tangenti.

Secondo il “Barometro” tangentopoli, la percentuale di italiani che avrebbe pagato una tangente nel corso dell'ultimo anno è scesa al 5% (dato in positivo calo, se rapportato agli ultimi anni), dei quali il 2% ha sganciato una mazzetta nell'ambito delle dichiarazioni fiscali, ed il rimanente 3% per accedere a permessi, registri pubblici, nonché nell'ambito della formazione-educazione.

Di fronte a tanti dati negativi, che destano seria preoccupazione, è doveroso segnalare alcuni numeri di segno opposto: ben i due terzi dei cittadini mondiali credono, infatti, che la gente comune possa fare la differenza, nella lotta alla corruzione.

Le persone credono di avere il potere di fermare la corruzione, tanto che il numero di coloro che sono disposti a combattere l'abuso di potere e la corruzione, è significativo” -ha detto Huguette Labelle, Presidente di Trasparency International.

Ammontano attualmente ad oltre 300mila, i cittadini che hanno sottoscritto la petizione della campagna Riparte il Futuro, la prima campagna sul web mai realizzata su questi temi in Europa.

Il principale obiettivo di questa iniziativa -cui hanno al momento aderito già 374 parlamentari di ogni colore politico- è la modifica della legge sul cosiddetto “voto di scambio” politico/mafioso, per renderla più incisiva di quanto non lo sia ora.