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domenica 22 dicembre 2013

A.A.A., controfigura di merda cercasi

Siete senza un lavoro? Non deprimetevi, anzi, pensate a quanto siete fortunati: perché avete davanti a voi l'opportunità di trasformare radicalmente la vostra triste situazione in un nuovo, nonché redditizio lavoro.

Vi state forse chiedendo: dove sta la fregatura? Da nessuna parte, basta saper sfruttare a livello economico una di quelle attività nella quale ciascuno di noi, il più delle volte magari inconsapevolmente, si è esercitato: la figura di merda.

E' vero, in genere si tratta di un comportamento che preferiremmo scansare (come la cacca, giusto per stare in tema) ma, a dispetto della sua apparente infruttuosità, una figura di merda può essere trasformata da spiacevole incidente in arte, e da arte a lucrosa professione.

Tenendo ben presente che la figura di merda è un istituto democratico, cui tutti possono accedere, senza distinzione di sesso, classe, censo e appartenenza territoriale, che a fare una figura di merda son bravi tutti quanti e, infine, che la figura di merda è per sempre come un diamante, nel senso che si appiccica addosso al suo autore, facendo curriculum.

Ma, qualcuno potrebbe obiettare, qual'è la richiesta di mercato? Chi richiede figure di merda come servizio? Ecco allora che risulta necessario spiegare bene in cosa consiste questo nuovo profilo professionale: si tratta della controfigura di merda.

Ovvero, un professionista che, dietro corresponsione di congrua ricompensa, ci mette la faccia in luogo di colui al quale la figura di merda spetterebbe per dovere: in concreto, un vero e proprio intermediario della pubblica umiliazione.

Pertanto, come avviene nel caso della controfigura classica, alla controfigura di merda tocca farsi carico del “lavoro sporco”, alleviandone il committente: tipico di un bravo stuntman di merda deve essere, ad esempio, un atteggiamento di rigore professionale, ligio al principio sine ira ac studio.

Infatti, visto che ad esso toccheranno le contumelie che spetterebbero al suo committente, dovrà offrire il suo onore in pasto a coloro che inveiscono, consentendo a quest'ultimi di prendersi le relative catartiche soddisfazioni, tornandosene infine da dove era venuto, con la piena coscienza di aver fatto il proprio dovere: non è vero, signor  Luigi Tivelli?