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domenica 29 dicembre 2013

Mobilità sostenibile, la sfida europea è già iniziata

I numeri parlano chiaro: a fine 2012 in Europa ben 800mila automobilisti si sono serviti del car sharing, con 22mila vetture condivise, mentre le previsioni indicano che, entro i prossimi sei anni, il numero degli iscritti a tale servizio raggiungerà la ragguardevole cifra di 15 milioni di persone, con oltre 240mila veicoli in condivisione, un terzo dei quali ad alimentazione elettrica.

Questi dati, emersi a seguito di una ricerca condotta da AlixPartners, ben rappresentano un fenomeno certamente destinato a far riflettere i principali attori economici e politici anche del nostro Paese, tanto più perché raccontano di un settore vitale, all'interno dell'agonizzante mercato tradizionale dell'auto.

Non è del resto un mistero che, nella sola Italia, il calo delle vendite di automobili abbia fatto segnare, negli ultimi cinque anni, percentuali di poco inferiori al 40%, che rappresentano il peggior risultato dagli anni Sessanta: e questa è una delle poche buone notizie legate alla crisi, che ha quantomeno fatto la propria parte nel diffondere una maggior sensibilità per le tematiche ambientali.

Sempre più persone, in ogni angolo del vecchio continente, si stanno infatti convincendo che per avere città più vivibili, occorre perseguire soluzioni capaci di aggregare risultati come un traffico più snello, una migliore qualità dell'aria e della salute, uniti al risparmio economico.

Per quanto riguarda il nostro Paese, si calcola che occorrerà attendere ancora alcuni anni, per un reale decollo del car sharing, pur essendo già passati dai 17.900 utenti del 2009, ai 22.700 del 2011: allo stesso modo, nonostante il crescente interesse delle case automobilistiche, appare solo teoricamente avviato il settore delle automobili elettriche, come pure necessitano di maggiore implementazione le reti di distribuzione di alimentazione alternativa (Gpl e metano).

Questa crescente consapevolezza, segno di un rinnovato approccio alle tematiche della mobilità, ha comunque bisogno di un costante sostegno da parte dell'opinione pubblica, affinché vengano operate le conseguenti scelte politiche ad ogni livello della pubblica amministrazione.

La sfida europea, dunque, è già iniziata: resta solo da vedere chi nel 2014 sarà in grado di dimostrare con i fatti, di voler assolutamente vincere questa partita, tra le più strategiche per il nostro futuro e per quello delle città nelle quali quotidianamente viviamo.