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lunedì 16 giugno 2014

Auto elettriche novità: Tesla Motors abbatte il muro e diventa open source

Si tratta di un vero e proprio atto rivoluzionario, anche se per qualche verso c'era da aspettarselo: Elon Musk, creatore della Tesla Motors, ha infatti annunciato al mondo che le sue auto elettriche saranno open source, ovvero che le tecnologie Tesla potranno essere liberamente copiate, senza correre il rischio di finire sul banco degli imputati per aver infranto il diritto di proprietà intellettuale.

L'ingegnere elettrico, inventore e fisico originario della Serbia, poi naturalizzato statunitense, Nikols Tesla, cui si devono tra la fine dell'ottocento e i primi del novecento parecchi contributi nel campo dell'elettromagnetismo, oltre ad aver scoperto la corrente alternata, fu infatti anche un accanito sostenitore dell'energia libera per tutti.

Nonostante ciò, a prevalere furono le logiche di mercato, tanto che oggi ci ritroviamo ogni bimestre a pagare la nostra bolletta, anche se, grazie alla decisione di Musk, in futuro le cose potrebbero cambiare: dal suo punto di vista, infatti, i brevetti rappresenterebbero un ostacolo alla crescita, visto che il mercato statunitense delle auto ecologiche rappresenta ancor'oggi una piccolissima nicchia.

Con l'eccezione della California, dove le leggi impongono nel triennio 2014-2017 che almeno il 14% dei veicoli venduti in quello Stato da ciascuna casa automobilistica deve essere ad emissioni zero: ciò significa che i veri competitors della Tesla Motors non sono le altre auto elettriche, bensì il grande parco macchine ancora a benzina, attualmente in circolazione.

Così, per mostrare anche in modo concreto la nuova filosofia open source, Elon Musk ha fatto letteralmente abbattere il muro che recingeva la sede centrale della fabbrica a Palo Alto, in California: grazie a questa mossa, Tesla Motors otterrà senz'altro una maggiore visibilità sul mercato, considerato altresì che si sta già ostruendo una fabbrica per batterie al litio, da 5 miliardi di dollari.


giovedì 1 agosto 2013

Auto ecologiche: Ecco finalmente la versione di serie della BMW i3 elettrica

Dopo averla vista esposta -ormai già da qualche anno- presso i più importanti saloni automobilistici mondiali, ora possiamo dirlo: ecco finalmente la versione di serie della BMW i3 elettrica.

La casa bavarese ha infatti deciso di svelare al pubblico, attraverso fotografie e dati ufficiali, il suo “gioiellino” ad impatto zero.
Proiettata nel futuro della mobilità ecologica, la nuova BMW i3 appare, fin da un primo sguardo, innovativa sia nei contenuti che nel design, nonostante quest'ultimo ricordi molto quello della i3 Concept degli ultimi due anni.

Ad ogni modo, proprio il design si differenzia nettamente da tutto il resto della gamma BMW, andando con ciò a creare una vettura unica, composta in gran parte di fibra di carbonio, materiale non solo ultraleggero, ma anche molto resistente.

Il suo stile prende, altresì, le distanze anche da quello della Volskwagen e-Golf di prossima generazione, e da quello della Nissan LEAF, al momento una delle “ecologiche” che più hanno riscosso consensi e premi in giro per il mondo.
La BMW i3 è disponibile ia nella modalità puramente elettrica, che con l'ausilio del motore termico “range extender”, con autonomie di percorrenza, rispettivamente di 200 e 340 chilometri.

Non resta che sottolineare la novità maggiore della versione di serie della BMW i3, rappresentata dalla cosiddetta Black Belt, ovvero da una fascia nera che avvolge completamente la vettura ecologica tedesca, dal cofano motore, passando per il tetto e scendendo fino alla coda.

In dotazione gruppi ottici a LED, sia davanti che dietro, mentre le sue misure sono 3,99 metri di lunghezza, 1,75 di larghezza e 1,57 metri di altezza, per un peso totale contenuto di 1.195 kg.

Ultima cosa, il prezzo: sul mercato italiano è fissato in 36.200 euro.

domenica 14 luglio 2013

MOTORI | MOBILITA' SOSTENIBILE: IN ARRIVO IL KIT FAI-DA-TE PER TRASFORMARE LA NOSTRA VECCHIA AUTO IN UN VEICOLO ALIMENTATO AD ELETTRICITA'

Il suo nome -Retrofit- potrebbe far pensare ad una marca d'insetticida, si tratta, invece, di un'invenzione che potrebbe cambiare profondamente la nostra mobilità del futuro.
Il termine “retrofit”, infatti, viene usato per indicare l'azione di aggiungere nuove tecnologie ad un sistema vecchio (come nel caso del motore a scoppio), al fine di prolungarne la vita utile.
In questo caso, Retrofit è il nuovo kit che potrebbe, presto, trasformare le nostre automobili tradizionali in silenziose, ecologiche ed economiche vetture elettriche.

Messo a punto in provincia di Treviso, questo rivoluzionario sistema è stato collaudato già in parecchi prototipi, da un team composto in prevalenza artigiani riparatori, meccanici ed elettricisti veneti, in collaborazione con ricercatori provenienti da diversi poli universitari.
L'ambizioso obiettivo, è quello di rendere il “green” economicamente accessibile, cioè a prezzi molto inferiori rispetto al costo della sostituzione della propria automobile usata.

Grazie agli interventi richiesti per la messa a punto di Retrofit, verrebbe rivitalizzato, inoltre, un importante segmento dell'artigianato italiano, quello costituito, appunto, dai meccanici riparatori e dagli elettricisti.

Nei prossimi due anni, l'idea, ecologica e veramente economica, avvierà  la propria sperimentazione in otto Comuni della provincia di Treviso (Castelfranco Veneto, Conegliano, Follina, Montebelluna, Oderzo, Pieve di Soligo, Treviso, Vittorio Veneto), ciò grazie ad un finanziamento dell'Unione Europea tramite il programma Life+, nonché con il contributo dell'azienda di vendita di energia elettrica e gas Ascotrade del gruppo Ascopiave.

I costi dell'intero progetto -appoggiato da CNA e Confartigianato provinciali- ammontano ad 1,5 milioni di euro (metà dalla Ue, l'altra metà da Ascotrade) indispensabili soprattutto per l'installazione di colonnine per la ricarica elettrica.
Partecipa all'iniziativa anche la marca automobilistica Volvo, che metterà a disposizione dei Comuni interessati al progetto, alcune sue auto già convertite con il kit trevigiano.
Serviranno anche a dare visibilità alla possibilità di poter cambiare stile di guida, lasciando i vecchi e “cari” benzina e diesel, optando per il “moderno” motore elettrico.

Grazie al badget a disposizione, i Comuni veneti partecipanti alla sperimentazione sul campo, potranno approfittarne per iniziare a riconvertire, grazie al kit fai-da-te, alcune delle vetture di proprietà della pubblica amministrazione.
Con l'augurio, infine, che Retrofit, progetto a firma tutta italiana -anzi made in Treviso-, possa veramente rappresentare l'inizio di un vera e propria svolta “green” e popolare nelle politiche della mobilità cittadina, non solo veneta, ma di gran parte delle località della nostra penisola.