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mercoledì 3 dicembre 2014

Corruzione, #PrimiInEuropa!

Ne avremmo volentieri fatto a meno ma, come dimostra anche l'inchiesta di queste ore su Mafia Capitale, il primato di paese europeo più corrotto l'Italia sembra proprio meritarselo interamente: questo, in ogni caso, è quanto emerge dalla ventesima edizione del "Corruption Perception Index", ovvero dall'indagine che misura il grado di “debolezza etica” degli Stati nel mondo.

La nuova mappa mondiale della corruzione, secondo la classifica 2014 stilata da Trasparency International, vede primeggiare tra i Paesi virtuosi la Danimarca (con un punteggio di 92 su 100), seguita dalla Nuova Zelanda (91), Finlandia (89), Svezia (87), Norvegia e Svizzera (entrambe a 86): ottimo piazzamento anche per Singapore (84) e Olanda (83), tallonate a poca distanza da Lussemburgo (82), Canada (81) e Australia (80).

Nelle posizioni di rincalzo, troviamo 12ma la Germania (79), che sta messa meglio quanto a corruzione sia dell'Inghilterra (78), sia della Francia, relegata in 26ma posizione con il punteggio di 69: e l'Italia? Il nostro Paese, purtroppo, si conferma nel medesimo posto dello scorso anno, ovvero 69ma su 174, evidenziando il medesimo livello di corruzione registrato in Romania, Brasile, Bulgaria, Senegal e persino nello Swaziland, nell'Africa del sud.

Da Trasparency International Italia arriva anche la proposta di dar vita ad un servizio di "Allerta anticorruzione-Alac", al fine di consentire ai cittadini di segnalare i casi sospetti, previa la garanzia del totale anonimato.

Nel corso del 2013, infatti, solo il 56% degli italiani si dichiarava disposto a denunciare un episodio di corruzione, a fronte di una media planetaria pari al 69%, dimostrando con ciò una predisposizione al silenzio legata, in particolare, ad un sentimento di paura, nonché di totale sfiducia derivante dall'amara convinzione che nel Paese del Gattopardo nulla possa mai cambiare.

mercoledì 10 luglio 2013

Trasparency International: 9 italiani su 10 pensano che i partiti politici sono corrotti

Si tratta del più esteso sondaggio, mai realizzato al mondo, sul tema della corruzione: a realizzarlo. L'organizzazione no-profit Trasparency International, che ha intervistato ben 114mila persone di 107 Nazioni, per rendere una fotografia -il più chiara possibile- di quanto e in che misura i cittadini hanno a che fare con questo fenomeno, nella loro vita quotidiana.

Avete mai pagato una tangente? Credete che, nel vostro Paese, la corruzione sia aumentata? Il vostro governo conduce una lotta serrata al fenomeno della corruzione? Queste, sono state solo alcune delle domande rivolte agli intervistati.

Per quanto riguarda il nostro Paese, in particolare, più del 60% degli intervistati (su un campione di oltre mille soggetti censiti dalla Doxa) pensa che nel corso dell'ultimo anno la corruzione in Italia sia aumentata, che ciò costituisca un grave problema e che l'azione politica di contrasto sia del tutto inefficace.

Un dato impressionante, però, emerge tra gli altri: ben  9 italiani su 10 pensano che i partiti politici siano il luogo in cui, più che altrove, proliferi la corruzione.

Il sondaggio condotto da Trasparency International mette in evidenza il fatto che, proprio nei Paesi con la maggiori economie mondiali, le persone credono che i propri governi rispondano innanzitutto a lobby portatrici di interessi particolari.

Anche in questo caso, rispetto alla media mondiale, i cittadini italiani hanno un'opinione peggiore sia nei confronti dei loro partiti politici, sia del Parlamento, entrambi ritenuti luoghi di corruzione, per un valore rispettivamente di 4,5 e 4,1 (in una scala da 1 a 5, ove 5 è il valore peggiore).

I nostri connazionali intervistati, viceversa, valutano il proprio sistema giudiziario come meno corrotto, sempre rispetto alla media mondiale, pur rivelandosi il settore in cui, in Italia, pare sia stato pagato il maggior numero di tangenti.

Secondo il “Barometro” tangentopoli, la percentuale di italiani che avrebbe pagato una tangente nel corso dell'ultimo anno è scesa al 5% (dato in positivo calo, se rapportato agli ultimi anni), dei quali il 2% ha sganciato una mazzetta nell'ambito delle dichiarazioni fiscali, ed il rimanente 3% per accedere a permessi, registri pubblici, nonché nell'ambito della formazione-educazione.

Di fronte a tanti dati negativi, che destano seria preoccupazione, è doveroso segnalare alcuni numeri di segno opposto: ben i due terzi dei cittadini mondiali credono, infatti, che la gente comune possa fare la differenza, nella lotta alla corruzione.

Le persone credono di avere il potere di fermare la corruzione, tanto che il numero di coloro che sono disposti a combattere l'abuso di potere e la corruzione, è significativo” -ha detto Huguette Labelle, Presidente di Trasparency International.

Ammontano attualmente ad oltre 300mila, i cittadini che hanno sottoscritto la petizione della campagna Riparte il Futuro, la prima campagna sul web mai realizzata su questi temi in Europa.

Il principale obiettivo di questa iniziativa -cui hanno al momento aderito già 374 parlamentari di ogni colore politico- è la modifica della legge sul cosiddetto “voto di scambio” politico/mafioso, per renderla più incisiva di quanto non lo sia ora.