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martedì 30 luglio 2013

Ma davvero io sono più benestante di Enrico Letta?

E' bene mettere in chiaro, fin da subito, una cosa: il premier Enrico Letta non è più povero di me, anzi.

Il fatto è che, a seguito di una circolare del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, in ottemperanza di quanto previsto dalle normative sulla trasparenza introdotte con il Dlgs. n. 33 del 14 marzo scorso, tutti i membri del governo hanno dovuto pubblicare online i dati sulla loro situazione reddituale e patrimoniale.

Ciò che mi ha stupito vedere, al riguardo, sono stati i dati forniti dal nostro Presidente del Consiglio, in relazione al patrimonio di sua proprietà.

Probabilmente, ho subito pensato, aver fatto di mestiere il “nipote” per 26 anni, non gli ha reso poi così tanto.

Infatti, a fronte di un reddito imponibile, per l'anno 2012, di 123.893 euro lordi (?), Enrico Letta ha dichiarato di non possedere alcun patrimonio, in pratica nemmeno l'automobile.

A differenza di chi scrive, invece, che risulta proprietario (al 50% con la propria consorte) di un appartamento (gravato ovviamente da un mutuo) e di una Toyota immatricolata nel 2003.
Di fatto -quantomeno sotto il profilo patrimoniale- sono più ricco io!

Ora, non è per fare i conti in tasca al premier (anche se...perchè no?) ma, sempre a differenza del sottoscritto, Enrico Letta proviene da una famiglia nella quale il padre è stato professore all'Università di Pisa, oltre ad aver ricoperto diversi incarichi di prestigio.

Inoltre, già nel 1998, a soli 32 anni, l'attuale Presidente del Consiglio era già stato Ministro, mentre la sua prima elezione in Parlamento risale al 2001: un vero e proprio predestinato.

Ora, come tutti sanno, i parlamentari italiani sono i più pagati d'Europa (fatti salvi quelli del Movimento 5 Stelle che restituiscono gran parte delle indennità), tanto che sorge spontanea la domanda: dove avrà messo tutti i soldi finora incassati il nostro “ggiovane” premier?

La prima risposta che viene alla mente è che potrebbe averli spesi tutti, e del resto sarebbe più che lecito.
Mentre -sempre il sottoscritto- il cui papà non è stato professore universitario (avendo trascorso i suoi anni migliori a combattere per la patria), che di lavoro non fa il politico, per il solo fatto di avere un appartamento di proprietà e un'auto vecchia di dieci anni, si ritrova, invece, a dover pagare Imu, mutuo, bollo e Rc auto.

Non so, magari il cattolico Letta avrà intestato tutto alla sua seconda moglie, oppure avrà speso tutto quanto per il mantenimento dei suoi tre figli, oltre che per quello della prima moglie, tra l'altro completamente cancellata (come l'ex moglie trentina del Duce) dalle biografie che lo riguardano.

Alla fine, mi sono dovuto arrendere: è proprio vero, io sono più benestante di Enrico Letta.