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lunedì 7 luglio 2014

Allarme salute: Ebola, alto il rischio pandemia

In meno di cinque mesi Ebola, il virus assassino scoperto nel 1976 dallo scienziato belga Peter Piot, ha già ucciso in Africa (Guinea, Liberia e Sierra Leone) ben 481 persone, dopo averne contagiate più di 800: a renderlo noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che rivela altresì trattarsi della più estesa epidemia del virus fin dall'anno della sua identificazione.

Per difendersi da Ebola non esistono, al momento, né vaccini, né trattamenti specifici anche se, secondo il portavoce dell'OMS, si ritiene di poter bloccare l'epidemia come già avvenuto nel passato, sempre a patto che vengano osservate fondamentali misure precauzionali, tra le quali la costituzione di un fondo di emergenza da 7 milioni di euro a favore dei Paesi colpiti.

Meno ottimismo si registra da parte di Medici Senza Frontiere, l'Organizzazione umanitaria che nelle scorse settimane aveva lanciato per prima l'allarme “Sono assolutamente convinto” -ha dichiarato Bart Janssens, direttore delle operazioni per MSF a Bruxelles- “che questa epidemia sia lontana dall'essere terminata, anzi, continuerà ad uccidere un sempre maggior numero di persone, rivelandosi alla fine una delle più gravi pandemie di sempre”.

In effetti, secondo quanto riportato dalle cronache provenienti dall'Africa occidentale, la situazione potrebbe aggravarsi già nel corso delle prossime settimane, soprattutto a causa della migrazione che ampi strati della popolazione sta effettuando, proprio nel tentativo di sfuggire al contagio, il che potrebbe finire col causare una pericolosa maggior diffusione del micidiale virus.

L'infezione da Ebola, stando a quanto riporta il sito epicentro.iss.it, prende il nome da quello di un fiume della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), nei pressi del quale nel 1976 si sarebbe manifestato uno dei primi focolai di contagio: la malattia che, come nel caso dell'A.I.D.S., si trasmette per via sessuale, ovvero attraverso il contatto con sangue o altri fluidi biologici infetti, si manifesta con una febbre emorragica grave e spesso fatale, sia per l'uomo che per i primati.