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lunedì 21 luglio 2014

Malaysia Airlines, ancora troppi misteri e poche verità

A quasi una settimana di distanza dai tragici avvenimenti dello scorso 17 luglio, i misteri su cosa sia veramente accaduto all'aereo malese nei cieli dell'Ucraina invece che diradarsi, a quanto pare si aggrovigliano e diventano meno chiari ad ogni giorno che passa: dove sono finiti e quanti sono i corpi dei passeggeri recuperati? Nessuno lo sa, almeno, stando a quanto riferito dai rappresentanti della missione Osce, la gran parte dei resti dei passeggeri del volo Malaysia Airlines si troverebbe stipata nei vagoni di un treno fermo alla stazione della città di Torez, località che dista parecchi chilometri dal luogo in cui è precipitato l'aereo.

Pur avendo potuto visionare i vagoni dotati d'impianto di refrigerazione, è stato comunque impedito agli ispettori Osce di verificare il numero dei corpi recuperati: così, se permane il mistero sui resti umani, la stessa cosa avviene per quanto riguarda la loro futura destinazione, visto che alcune frange dei ribelli filorussi hanno parlato di una prima tappa a Donetsk, mentre altre fonti indicano come meta la città di Kharkiv, al punto che anche il macchinista del convoglio ferroviario avrebbe dichiarato di non avere la minima idea di dove dovrà condurre quel treno carico di morte e orrore.

Infine, come si apprende da fonti vicine ai separatisti, pare sia stato ritrovato del materiale proveniente con tutta probabilità dalle scatole nere dell'aereo malese abbattuto in Ucraina: a confermarlo, uno dei loro leader, Alexandre Borodai, che avrebbe altresì dichiarato di non aver nulla in contrario a consegnarli agli esperti internazionali che di stanno occupando delle indagini, innanzitutto perchè tra le fila dei ribelli filorussi non sono presenti specialisti, in secondo luogo perchè non nutrono alcuna fiducia in quelli fedeli al regime di Kiev, specificando che il materiale si troverebbe, in questo momento, in una località segreta non distante da Donetsk.