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sabato 3 maggio 2014

Giovinezza, primavera di bellezza

Che la primavera non esista è un luogo comune, la primavera infatti esiste ed è un luogo comune inventato dalle maestre elementari, con tutta la pioggerellina, le rondini sotto il tetto, lo sbocciar delle viole e via dicendo: anche che primavera vada insieme a giovinezza è un luogo comune, che però ci dà fastidio per via di quella vecchia canzone, nonostante ciò non riusciamo a togliercelo dalla testa.

Qualcuno affetto da "priapismo" (“il cultore dei bei tempi antichi”, secondo il dizionario delle scemenze di Flaubert) lamenta oggi la scomparsa della primavera dalle nostre latitudini: la quale primavera non è più puntuale come un tempo, arriva in ritardo, o brucia le tappe o non arriva per niente.

Una volta, quando i treni arrivavano in orario, i mulini erano bianchi, le gemme, le rondini e la pioggerellina entravano in scena all'unisono: adesso invece, causa il riscaldamento del pianeta, il clima è sempre pazzo furioso: che dire di questi nostalgici? Che sono dei bugiardi, ovviamente.

Del resto sappiamo bene che il “bel tempo che fu” non ci fu proprio, come la primavera che ricordiamo in realtà non è mai esistita: mica è una stagione, la primavera, capita di cascarci dentro in tutte le stagioni, e dura poco, una mezz'ora, a volte alcuni minuti soltanto, altro che tre mesi.

Ma, per dio, bisogna accorgersene, i luoghi comuni sono tali proprio perché ce li ficcano in testa, come gli 80 euro di Renzie o le Riforme costituzionali che sono possibili solo con il Pregiudicato, perchè Grillo vuole solo distruggere: la primavera, contrariamente a quel che pensano le maestre elementari, è un'associazione di idee, una speranza di cambiamento e comincerà a partire dal prossimo 25 maggio.

giovedì 23 gennaio 2014

L'Italicum rischia già di finire su un binario morto

Sarà come dice Grillo? La profonda sintonia d' intenti tra Dorian Gray Renzie e il Cavaliere a delinquere rappresenta davvero, prima d'ogni altra cosa, la comune necessità di far fuori quei guastafeste del Movimento 5 Stelle? Basterà avere pazienza ancora pochi giorni, poi ognuno dovrà giocare a carte scoperte.

Anche se non è difficile prevedere, fin d'ora, in cosa consisterà la riforma costituzionale, di cui il tanto sbandierato Italicum rappresenta un tassello fondamentale: innanzitutto, al Presidente della nuova Repubblica Residenziale verrà attribuito il potere di formare 'a cazzo' il governo, senza l'obbligo di tener conto dell'esito elettorale.

L'attuale Presidente rimarrà in carica per una durata di vent'anni, potendosi avvalere di Negromanti statali per 'monitare' a piacimento anche dall'aldilà: il numero delle Camere sarà ridotto ad una sola, mentre nell'aula del Senato verrà trasferita la bouvette.

Il nuovo sistema elettorale 'Italicum' sarà chiaramente sproporzionale, nonché assolutamente rivoluzionario per quanto riguarda le quote rosa: il diritto di voto sarà, infatti, appannaggio esclusivo della componente femminile del Paese, purchè di aspetto gradevole (astenersi Rosi Bindi).

Inoltre, poiché i ragazzi di oggi sono molto più svegli, informati e maturi dei loro genitori, con l'Italicum si provvederà ad abbassare l'età degli aventi diritto, estendendo il diritto di voto anche alle sedicenni (soprattutto se parenti strette di Presidenti mediorientali).

Il numero dei partiti sarà limitato al massimo, tanto che per continuare sulla strada del bipolarismo, ma volendo anche abbattere la cultura dell'odio e della contrapposizione alimentata dai grillini, il Pdexmenoelle e Forza Italia apparterranno alla stessa coalizione.

Attenzione, però, a non aver fatto i conti senza l'oste: il comunista Niki Vendola già minaccia il referendum abrogativo, mentre la Lega chiede a gran voce almeno la modifica del primo articolo della nuova Costituzione in “L'Italia è unna e divisibile”.

Così, anche se l'obiettivo dell'Italicum è ambizioso e assolutamente audace, rischia già di finire su un binario morto: nonostante ciò, l'ebetino Renzie e il Cavaliere a delinquere assicurano che questa riforma rappresenterà l'ultimo tassello per una vera e completa democrazia dal basso, tanto dal basso che Silvio Berlusconi è addirittura sceso dai tacchi.

giovedì 9 gennaio 2014

Crowdsourcing, il valore dell'intelligenza condivisa

Quando si è spinti dalla disperazione, si è costretti ad osare l'inosabile e, magari, decidere di andare contro le abitudini e financo le convinzioni di tutta una vita, tanto, giunti a quel punto, c'è poco o nulla da perdere: fu proprio questo che fece Rob McEwen, l'amministratore delegato dell'azienda canadese Goldcorp, quando i giacimenti minerari iniziarono a sfornare metallo giallo a singhiozzo.

Era la fine del 1999, quando McEwen decise di rivelare al mondo ciò che di più prezioso e segreto un'impresa mineraria possiede: persuaso del fatto che le migliori menti geologiche non sedessero negli uffici della società, bensì da qualche parte là fuori, il manager scelse di condividere con la rete nientemeno che i dati geologici relativi ai giacimenti d'oro di proprietà dell'azienda.

La speranza era che qualcuno, sulla base delle informazioni condivise, fosse in grado di aiutare la Goldcorp a trovare nuovi filoni di estrazione, in cambio di una cospicua ricompensa in denaro: la risposta della rete stupì lo stesso McEwen, visto che nel giro di poche settimane arrivarono suggerimenti relativi a 110 possibili nuovi siti, 50 dei quali mai presi fin ad allora in considerazione dai ricercatori della Goldcorp.

La cosa più strabiliante, fu che l'80 per cento delle aree proposte dagli utenti del web si rivelarono ricche d'oro per un valore superiore ai 3 miliardi di dollari: non solo, grazie al contributo dei geologi virtuali, l'azienda risparmiò un tempo di esplorazione stimato in due o tre anni di lavoro, cosa che aiutò la Goldcorp a diventare un autentico colosso del settore estrattivo.

Rob McEwen probabilmente non lo sapeva, ma il modello da lui adottato, di lì a qualche anno, sarebbe diventato famoso con il nome di crowdsourcing, neologismo che evoca il ricorso ad una sorta di intelligenza condivisa delle masse (crowd), attraverso il coinvolgimento dei navigatori nella ricerca di idee e soluzioni.

Dopo innumerevoli esempi, come quello classico e ancora insuperato di Wikipedia, ecco che in Italia, grazie a Grillo e Casaleggio ma, soprattutto, per merito dei cittadini portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento, il crowdsourcing ha ottenuto il proprio battesimo anche in un ambito da sempre considerato territorio esclusivo dei “professionisti” della politica, ovvero quello legislativo, con il portale "Proposte di legge parlamentari".

La via per la democrazia diretta è ormai irreversibilmente tracciata: mettere in comunicazione portavoce e cittadini, raccogliendo le energie e le esperienze dei singoli intorno a specifici provvedimenti di legge, c'è da scommetterci, non potrà che dare risultati eccellenti per tutti quanti, a partire da un rinnovato (e meno costoso) rapporto di fiducia nei confronti delle istituzioni.