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lunedì 23 settembre 2013

Governo Letta: Destinazione Piovarolo

Piuttosto che Destinazione Italia, il nuovo ambizioso progetto/annuncio di questo governo dell'Inciucio, avrebbe potuto meglio chiamarsi Destinazione Piovarolo, riprendendo con ciò titolo e trama di un vecchio film interpretato dal grande Totò, nel lontano 1955.

Antonio La Quaglia -questo il nome del protagonista- era un'aspirante capostazione di terza classe che, in quanto ultimo arrivato al concorso alle Ferrovie, viene assegnato nella sperduta località di Piovarolo, paese depresso e dimenticato da tutti.

Stufo d'essere relegato in quella stazione, dove non scende mai nessuno, La Quaglia/Totò le prova tutte, al fine di ottenere l'agognato trasferimento nella sua bella città di Napoli.

La cosa non sembra, in effetti, così facile, anche se, grazie all'avvento di un premier illuminato (tale Benito Mussolini) al nostro Antonio La Quaglia pare finalmente accadere quanto sperato: con una lettera direttamente da Roma, viene a sapere che la sua nuova sede sarà, d'ora in poi, Rocca Imperiale.

Nemmeno il tempo di preparare le valige, che lo sfortunato capostazione deve ricredersi: Rocca Imperiale non esiste, è solo il paese di Piovarolo che ha cambiato di nome.

Proprio come succede nel documento di Destinazione Italia, tanto colmo di buone intenzioni, quanto viziato dall'incapacità di affrontare i veri problemi di questo Paese, ai quali questo governo ha saputo soltanto cambiare il nome.

Non c'è una riga, tanto per fare un esempio, che spieghi “come” verranno rimossi gli ostacoli strutturali, che impediscono all'Italia di attrarre investimenti stranieri, compatibili con il rilancio della nostra economia.

Vi si trovano, viceversa, una miriade di lobbistiche “eccezioni alle regole”, sgravi, corsie preferenziali, procedimenti speciali, doppi binari, nuovi fondi pubblici, ecc., ecc., sparpagliati a caso (?) quasi ad ogni pagina.


Il tutto redatto con la cosiddetta tecnica della “novellazione”, che è il medesimo artifizio burocratese che ha squassato, ad esempio, l'impianto della nostra giustizia civile, al punto che Destinazione Italia appare -anche agli occhi dei più sprovveduti- soltanto una raccolta di emendamenti, ispirati dalle lobby che sostengono il governo Letta.

Nel documento non c'è nulla, ma proprio nulla, che possa realmente aiutare questo agonizzante Paese: com'è stato anche per l'altra norma, che si vanta d'aver scritto il premier/nipote, quella per il rientro in Italia dei cervelli in fuga.

Ad un anno dall'approvazione di quella legge, contenente anch'essa una marea di commi, incentivi, eccezioni, ecc., ecc.: perché Letta non ci fa sapere quanti cervelli sono rientrati a destinazione Piovarolo/Italia?