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giovedì 27 febbraio 2014

Made in Italy, 60 miliardi in fumo per la contraffazione alimentare

Secondo i dati forniti da Coldiretti all'ultima edizione di Fieragricola tenutasi a Verona, il valore del Made in Italy alimentare ammonta a ben 250 miliardi di euro, cui vanno aggiunti gli 8 miliardi circa della meccanica agricola: purtroppo, a causa dell'agro-pirateria internazionale, oltre 60 miliardi di euro di fatturato se ne vanno in fumo ogni anno.

Tra i prodotti tipici della nostra impareggiabile produzione alimentare, il più copiato risulta essere il Parmigiano Reggiano, di cui non solo esistono imitazioni in tutti i continenti (dal Parmisan venduto in Usa, Asia e Australia, al Parmesao brasiliano, dal Regianito argentino al Pèamesello belga), bensì è possibile trovare in commercio addirittura un kit per realizzare un falso parmigiano fai-da-te.

La contraffazione alimentare si concentra, in modo particolare, nel settore dei formaggi (pecorino friulano prodotto in Canada e gorgonzola sauce tedesca), dei vini (produzione fai-da-te del Valpolicella, il Barbera bianco rumeno, oppure il Chianti americano), dei salumi (Salame Milano di Copacabana, mortadella siciliana dei balcani, prosciutto cotto Villa Gusto bavarese).

Non solo: anche l'olio e la passata di pomodoro, al punto che le aziende agricole produttrici del Made in Italy chiedono a gran voce la sottoscrizione di specifici accordi WTO (organizzazione mondiale del commercio) a garanzia delle denominazioni protette dalla diffusione dei falsi, oltre che l'estensione in tutta Europa dell'obbligo, come già avviene in Italia, di indicare nell'etichetta l'origine dei prodotti.

lunedì 19 agosto 2013

Economia: vola l'esportazione di spumante e olio Made in Italy

Nonostante il “governo degli annunci”, nonostante la crisi che continua a mettere in ginocchio le Pmi, ecco che arriva, finalmente, una buona notizia per il nostro Made in Italy, con riferimento all'esportazione dei prodotti simbolo dell'alimentazione nazionale.

Volano, infatti, sulle tavole di tutto il mondo, lo spumante (+19%) e l'olio (+16%), mentre risultati positivi vengono registrati anche per dolci e conserve di pomodoro (+12%), frutta (11%) e pasta (+8%).

Dall'analisi di Coldiretti, effettuata su dati Ismea relativi al primo quadrimestre del 2013, si evidenzia che l'esportazione dei prodotti alimentari Made in Italy ha fatto registrare, nel complesso, un più che positivo aumento dell'8%, che significa una spinta verso lo storico record dei 34 miliardi di fatturato nel corso dell'anno.

Il prodotto più esportato, in assoluto, è il vino, seguito da frutta e ortaggi freschi, dalla pasta e dai formaggi; tra i Paesi extraeuropei che più apprezzano il Made in Italy alimentare -sempre a detta di Coldiretti- troviamo la Russia, con un incremento del 10, 1% di esportazioni dirette, seguita da Canada e Giappone (+8,6%) e, infine, dagli Stati Uniti (+8,3%).

Per quanto riguarda, invece, i nostri partner europei al primo posto, tra i richiedenti i nostri prodotti, si piazza l'Austria (+9,1%), seguita dal Regno Unito (+6,6%) e dai Paesi Bassi (+6,1%).

Dati, questi, confermati anche dalle indagini sui flussi turistici, dai quali emerge l'indiscussa leadership dell'Italia nel turismo enogastronomico, a livello mondiale, con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti, nel nostro Paese, per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agroturismi, nonché per acquistare prodotti tipici.

Del resto, è comunemente risaputo, che il buon mangiare e il buon bere, rappresentano il vero valore aggiunto di una vacanza Made in Italy, tanto che, tra tutti gli elementi che costituiscono il “pacchetto vacanza”, la qualità del cibo -precisa la Coldiretti- è decisamente quella che ottiene il più alto indice di gradimento tra gli ospiti, italiani e stranieri, delle nostre innumerevoli località vacanziere.

Un successo, quello registrato anche quest'anno, che conferma ancora una volta l'eccellenza dell'agricoltura italiana, che ha scelto di non coltivare ogm, con il suo primato europeo di aziende biologiche, i suoi 4698 prodotti alimentari tipici del territorio nazionale e, infine, la leadership europea quanto ai 331 vini Doc, di cui 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt).