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mercoledì 11 settembre 2013

Trasporti: potenziare in 4 mosse le vie navigabili europee

Forse pochi sanno che, in Europa, ogni anno più di 500 milioni di tonnellate di merci (l'equivalente di 25 milioni di mezzi pesanti) sono trasportate attraverso fiumi e canali.

Si tratta, in effetti, di vie navigabili più sicure, con meno traffico e, quel che più conta, più ecologiche rispetto alle modalità di trasporto su gomma o ferrovia.

Basti pensare, in proposito, che le emissioni di CO2 e il consumo di carburante di un grande battello per la navigazione interna, secondo i dati forniti dalla Commissione europea, sono solamente un terzo di quelli prodotti dal trasporto su strada.

Secondo Bruxelles, inoltre, le chiatte rappresenterebbero il mezzo di trasporto più sostenibile per l'ambiente ed energeticamente efficiente, nonché in grado di sfruttare il potenziale ancora inutilizzato della rete di 37.000 Km di vie navigabili interne.

Proprio con l'obiettivo di aiutare il trasporto sulle vie navigabili a diventare, pur a lungo termine, un settore ad alta qualità di prestazioni, la Commissione europea ha predisposto un piano in 4 mosse, volto ad eliminare le cause ostative di questo auspicabile sviluppo.

Innanzitutto andranno modernizzate la conche, i ponti e i canali di navigazione interni, prevedendo al contempo la realizzazione dei collegamenti mancanti come, ad esempio, quello tra i sistemi fluviali della Senna e della Schelda.

Nel quadro generale degli orientamenti per la TEN-T, la Commissione ha addirittura deciso di dare priorità a nuove opportunità di finanziamento a favore delle vie navigabili interne.

Per non tacere del fatto che la Commissione europea ha deciso di consentire, per la navigazione interna, l'utilizzo di motori alimentati a gas naturale liquido, garantendo oltremodo il proprio sostegno economico a favore di investimenti in tecnologie a basse emissioni.

Un'altra delle 4 mosse decise da Bruxelles, è quella indirizzata alla modernizzazione dei collegamenti tra le vie navigabili interne, la strada e la ferrovia, attraverso il miglioramento degli impianti di movimentazione delle merci e la drastica riduzione delle formalità amministrative.

Infine, poiché il settore delle vie navigabili non può prescindere da una manodopera qualificata, la Commissione prevede ci potrà essere un maggior riconoscimento delle qualifiche e delle carriere, che contribuirà a migliorare l'accesso al mercato del lavoro delle nuove generazioni.

Ora: con i suoi 2.400 Km di canali navigabili, il nostro Paese si colloca tra le prime nazioni europee (37° posto al mondo) che potrebbero trarre grandi vantaggi dalle nuove direttive, ma: la classe politica che ci governa sarà all'altezza di cogliere la sfida?

giovedì 11 luglio 2013

SALUTE | FUMO | NUOVA DIRETTIVA EUROPEA: PARTE DA BRUXELLES LA NUOVA CROCIATA ANTI-FUMO

Questa volta l'Ue sembra voler fare sul serio: un “pacchetto” di provvedimenti -che assomigliano ad una vera e propria dichiarazione di guerra contro il vizio del fumo- potrebbe, infatti, entrare in vigore già a partire dal prossimo autunno.

Nel cosiddetto “Rapporto Mc Avan” (che prende il nome della sua relatrice, la laburista britannica Linda Mc Avan) è prevista, tra l'altro, un'azione intensiva di dissuasione al fumo, con la stampa di immagini-choc sul 75% della superficie di ogni pacchetto di sigarette.
Sarà messo un freno anche alla vendita di sigarette elettroniche (limitandola alle farmacie), nonchè divieti di vendita per le sigarette aromatizzate, per le sigarette slim, per le confezioni da 10 e, infine, per la vendita online.
Allo stesso modo, le indicazioni sul contenuto di nicotina, di catrame e di monossido di carbonio, avranno la certificazione Iso.

Non sono certo un mistero, al riguardo, le posizioni della commissione Industria dello stesso Parlamento europeo che, ad esempio, vorrebbero limitare sia le immagini-choc che i messaggi anti-fumo al 50% del pacchetto, lasciando in commercio sia le sigarette slim che quelle al mentolo, chiedendo al contempo di escludere dalla nuova direttiva le e-cig.

Nonostante le pur lodevoli intenzioni della commissione “Envi” (Ambiente, Salute, Sicurezza alimentare) del Parlamento europeo, prima della sua definitiva approvazione il “pacchetto anti-fumo” dovrà -molto probabilmente- piegarsi a qualche compromesso.
Anche perché il mercato del tabacco, secondo i dati presentati nella “valutazione d'impatto” della Commissione europea sulla proposta di direttiva, produce un giro d'affari pari a ben 136,5 miliardi di euro.
Il documento dell'esecutivo, d'altro canto, indica che “una riduzione del 2,0% del consumo di sigarette, ridurrebbe le spese per la salute pubblica di 506milioni di euro all'anno, nell'insieme dei Paesi Ue".

Per non dire dei dati -a dir poco impressionanti- che vedono la causa del fumo primeggiare nel mondo con più di 700.00 decessi all'anno seguita, in questa particolare classifica, dagli incidenti stradali (43.000), droga (38.396), suicidi (33.300), delitti (18.573), Aids (9.300) ed incidenti sul lavoro (5.000).

La relatrice Mc Avan ha, infin, sottolineato che, per la Commissione Ambiente e Salute “La vera priorità è quella di evitare che una nuova generazione venga reclutata tra le fila dei fumatori e, per riuscire nell'intento, è indispensabile agire sul 'packing' e sugli aromi -aggiungendo- “le sigarette elettroniche possono rappresentare un'alternativa importante per smettere di fumare e, quindi, vanno anch'esse regolamentate”.