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mercoledì 18 dicembre 2013

Per gli ermellini Anonymous è un'associazione a delinquere

Con la sentenza n. 50620, la Corte di Cassazione ha deciso di confermare la custodia e gli arresti domiciliari per l'hacker Gianluca Preite, catturato lo scorso mese di maggio dalla Polizia Postale nel corso dell'operazione Tango Down, per aver effettuato assieme ad altri accessi abusivi a sistemi informatici.

Con la medesima pronuncia, inoltre, gli ermellini hanno inteso approfondire la natura stessa delle operazioni condotte nel nome del gruppo Anonymous, la cui organizzazione cellulare volta a perpetrare attacchi informatici è stata considerata dai giudici italiani una vera e propria “associazione a delinquere”.

Tanto che, secondo il giudice supremo, non possono essere rivendicate nemmeno le attenuanti legate alla natura ideale delle azioni compiute in nome di Anonymous, nonostante possano sussistere motivazioni “lusinghiere e meritorie”: un accordo per introdursi abusivamente in siti di proprietà altrui, infatti, costituisce di norma un reato, a prescindere dalle finalità di coloro che lo pongano in atto.

Sempre secondo la Corte di Cassazione, pertanto, Anonymous “può assimilarsi ad un'organizzazione non statica, operante in una dimensione di per sé aperta e non individuabile su una base meramente territoriale, al punto che cellule tra loro diverse potrebbero aver pianificato altrettanto diverse iniziative illecite.

Per quanto riguarda la posizione di Preite, dunque, la stessa sarà altresì gravata del reato di associazione a delinquere, nonostante tale ipotesi fosse stata osteggiata con forza dalla sua difesa, sostenuta da Carlo Taormina.

Secondo il legale di Gianluca Preite, infatti, “le finalità e i valori perseguiti da Anonymous, ove gli stessi coincidono con principi largamente condivisi dal tessuto sociale, escluderebbero, di fatto, la possibilità di discutere di reati aventi natura associativa”.