domenica 26 ottobre 2014

La mia via

La ragazza ventenne sovrappeso sta sulla soglia dell'osteria,
gli occhi socchiusi alla luce dei raggi obliqui del sole.

Il suo volto tra i neri capelli è pallido
eppure il suo sorriso è autentico.

C'è il rumore delle auto e dei motorini
che transitano in fretta senza accorgersi di lei.

Come se i nuovi alberi appena piantati
le sussurrassero indicibili segreti.

Meno di un mese fa le hanno asportato un tumore alle ovaie
oggi s'inebria di sole nell'aria inquinata della mia via.

Appare tremendamente impegnata a godersi il giorno,
come se la sua paura si fosse d'improvviso trasformata in poesia.

sabato 11 ottobre 2014

Trattativa e patto del Nazareno

Non abbiamo visto e (sicuramente), non vedremo nemmeno in futuro le slides di Renzie dedicate alla lotta contro Mafia S.p.A.: eppure, il fatturato di quella che da più di vent'anni risulta essere l'indiscussa azienda leader del nostro Paese, ammonta a circa 150 miliardi di euro l'anno, una tale somma di denaro che, senza alcun dubbio, consentirebbe all'Italia di uscire dalle secche di questa crisi infinita.

Non abbiamo visto ma (con tutta probabilità) c'è, nel cosiddetto patto del Nazareno siglato a nostra totale insaputa da due condannati, un punto che sancisce “mano libera” alle mafie, nel solco dei dettami di quella “trattativa” che sta tanto a cuore ai massimi poteri dello Stato? Giusto per farsi un'idea, basta andare a leggersi i “Mille giorni” del Premier, oppure digitare il sito passodopopasso.

La lotta alla mafia, considerata da molti osservatori una drammatica urgenza per il nostro Paese, sempre evocata nelle campagne elettorali, chissà poi perché finisce sempre per diventare una delle tante promesse politiche non mantenute, da chi ha ottenuto il potere: ultimo in ordine di tempo il giovane capo del governo che, pur affetto d'annuncite acuta, a questo tema non ha dedicato neppure una “promessa” piccola piccola.

Si dirà, quello che il governo non fa, potrebbe essere fatto dal parlamento, ma così purtroppo non è: dei 43 disegni di Legge presentati sulla materia, tra Camera e Senato, 11 risultano essere stati approvati nelle varie fasi dell'iter, mentre soltanto 2 sono diventati definitivamente legge, ovvero quelli relativi alla Commissione Anti-Mafia e la famigerata modifica (un favore fatto ai politici collusi con la criminalità organizzata) dell'art. 416-ter.

Infine, anche tra gli atti non legislativi, molte delle mozioni, interrogazioni ed interpellanze sembrano essersi impantanati nell'iter parlamentare, il più delle volte scientemente dimenticate dal governo e, in ogni caso, mai considerate alla stregua di priorità del momento: all'unica vera opposizione politica presente nelle istituzioni, il M5S, l'arduo compito di continuare coraggiosamente a combattere con tutte le forze quella “trattativa” rilanciata quest'anno con il patto del Nazareno.

giovedì 9 ottobre 2014

Crimini ambientali, animali a rischio estinzione

Messo di fronte alle stragi quotidiane causate dai tanti focolai di guerra pericolosamente accesi sul nostro pianeta, il tema della progressiva estinzione delle specie animali potrebbe anche essere considerato, per certi versi, non meritevole di tanta attenzione: eppure, secondo un recente rapporto del Wwf, a fronte di una popolazione umana in costante aumento a partire dagli anni settanta, gli appartenenti al regno animale si sono drasticamente ridotti, con grave rischio per l'intero ecosistema nonché per la nostra stessa sopravvivenza.

Secondo gli ambientalisti, infatti, ben il 60% degli elefanti delle foreste dell'Africa centrale e occidentale denota una costante decrescita, la popolazione dei leoni del Mole National Park del Ghana è diminuita addirittura del 90%, e la stessa tragica sorte sta per toccare anche i rinoceronti, gli oranghi, gli uccelli migratori, i lupi, gli orsi e i cetacei.

Basti pensare, al riguardo, che solo nel corso dell'ultimo anno sono stati ammazzati tra i 22.000 e i 25.000 elefanti (ad una media di 70 al giorno), mentre in Sudafrica negli ultimi 7 anni si è passati da 13 agli attuali 1.004 rinoceronti uccisi: allarme rosso, poi, per un altro animale ormai pericolosamente avviato sulla china dell'estinzione come la tigre, di cui si conta la soppressione di ben 1.400 esemplari in 10 anni, su una popolazione di poche migliaia.

Questa ennesima catastrofe criminale sta ormai distruggendo non solo i sistemi naturali e le biodiversità, bensì sta letteralmente devastando l'esistenza di interi gruppi sociali autoctoni, oltre che rendere tutti, noi occidentali compresi, immensamente più poveri ed esposti ad ignoti rischi per la nostra stessa salute.

Per non dire del coinvolgimento della criminalità internazionale in questa piaga che sta minando il futuro della Terra: a tale proposito, secondo il Living Planet Report, il commercio degli animali, in particolare di quelli esotici, rappresenterebbe il quarto mercato illegale mondiale, subito dopo quello della droga, armi ed esseri umani, con un giro d'affari di 23 miliardi di dollari l'anno.

Tutto ciò, in un contesto di crimini ambientali diffusi come la deforestazione, il bracconaggio, la pesca di frodo, le estrazioni illecite, scarichi abusivi di rifiuti tossici, che contribuiscono a far lievitare il costo di tali nefandezze fino a 213 miliardi di dollari ogni anno, com'è ampiamente dimostrato dalle indagini condotte da Unep (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) e Interpol.