giovedì 20 febbraio 2014

Terra dei Fuochi in Kosovo: rifiuti tossici nelle ex fabbriche diroccate

Prima della guerra che ha smembrato l'ex Jugoslavia, su quei 72 ettari di terreno nella zona Ovest del Kosovo sorgeva la Zastava, una fabbrica che produceva indifferentemente pezzi sia per automobili che per armi: oggi, quell'ex regione serba abitata da una maggioranza albanese, autoproclamatasi Repubblica indipendente dal 2008, si è trasformata in un'autentica polveriera.

Basti pensare, al riguardo, che soltanto nell'aerea amministrata dal contingente militare italiano della missione K-for, sono ben 5 i siti che ospitano tuttora rifiuti tossici, su un totale di 17 in tutto il Paese: al centro della vecchia fabbrica Zastava, ridotta ormai ad una discarica a cielo aperto, si trova ad esempio un capannone sgangherato, al cui interno sono stati stoccati, durante la guerra, parecchi materiali chimici di dubbia composizione.

Delle operazioni di controllo del materiale tossico, fino a quattro anni fa, si faceva carico, la missione K-for alla quale è successivamente subentrato il governo kosovaro, con la Kosovo Security Force: il team Nbc (Nucleare-batteriologico-chimico) della K-for è stato di conseguenza ridotto a soli tre membri esperti, con l'incarico di compiere ispezioni periodiche sotto la supervisione di funzionari governativi.

Nell'ultima ispezione, programmata per lo scorso 18 febbraio, cui erano presenti anche giornalisti italiani, nessuno si è però inspiegabilmente presentato, nonostante il sito dell'ex fabbrica Zastava sia considerato uno di quelli in condizioni peggiori, come spiegato da Rui Esteves, militare portoghese attualmente a capo del team Nbc “Per i materiali chimici qui stoccati è iniziato il processo di decadimento, in un capannone del tutto fuori norma, diroccato e soggetto a pericolosi sbalzi di temperatura”.