domenica 16 febbraio 2014

Solo le dittature non concedono al popolo di decidere

E' paradossale: grazie ad internet abbiamo tutti la concreta possibilità -senza distinzione di sesso o di estrazione culturale e sociale- di connetterci in qualsiasi momento per cercare di conoscere la verità, soprattutto quella che i tradizionali mezzi di comunicazione tendono a nascondere o mistificare, eppure parecchie persone sembrano connettere sempre di meno.

Sono ancora troppi, infatti, i nostri connazionali che non hanno la percezione di come il sistema partitocratico abbia dato vita ad un'interpretazione autoritaria della democrazia in questo Paese, ovvero ad una dittatura monarchica avvallata da maggioranze nate grazie ad una legge elettorale dichiarata incostituzionale: solo le dittature non concedono al popolo di decidere.

Eppure è passato un quarto di secolo da quando un ex hippy, John Perry Barlow (già paroliere dei Greatful Dead) cominciò a predicare l'avvento di una nuova società liberata, di qualcosa che avrebbe dovuto andare oltre la stessa democrazia, grazie alla tecnologia: nel 1990 fondò, assieme a Mitch Kapor  e John Gilmore, la Electronic Frontier Foundation e, sei anni dopo, lanciò in rete la Dichiarazione di Indipendenza del Cyberspazio.

“Governments of the Industrial World, you weary giants of flesh and steel, I come from Cyberspace, the new home of Mind. On behalf of the future, I ask you of the past to leave us alone. You are not welcome among us. You have no sovereignty where we gather...”

Parole che riescono a commuovere ancora oggi: al tempo parecchi di noi erano lì, trepidanti, con i primi modem a 1200 baud, a scaricarle via grapher, certi che con l'avvento di internet e con profeti come questi la rivoluzione non avrebbe tardato a venire.

Ma di questa rivoluzione, per parecchi anni a seguire, non s'è vista traccia: mentre la rete si affermava sempre più come luogo di scambio delle idee, allo stesso modo il suo utilizzo “medievale” appariva incapace di portare l'umanità in una nuova era, ove le tecnologie avrebbero preso il posto delle superstizioni.

Cos'è cambiato oggi? Con la crisi economica globale, che ha messo tragicamente a nudo la fine del potere decisionale della politica rappresentativa, ecco che la Dichiarazione di Indipendenza del Cyberspazio assume più di un valore profetico: liquidata come utopia elettronica dai miopi esegeti di un mondo politico ormai morto e sepolto, la democrazia digitale partecipata si presenta, come ampiamente dimostrato dal MoVimento 5 Stelle, l'unica via per ridare concretamente il potere alla gente.