martedì 11 febbraio 2014

Rinnovabili, Italia al decimo posto in Europa per consumo di energia pulita

Secondo il recente rapporto Istat Noi Italia 2014, il nostro Paese occuperebbe solo uno sconsolante decimo posto in Europa, per quanto riguarda i consumi di energia prodotta da fonti rinnovabili: l'assenza di adeguati investimenti pubblici, nonché l'endemica lentezza della nostra macchina burocratica starebbero pesantemente condizionando, infatti, anche lo sviluppo del settore delle energie pulite.

Basti pensare che prima di noi si sono piazzati Svezia, Austria, Portogallo, Lettonia, Danimarca, Spagna, Finlandia, Romania e Slovenia, per non tacere del fatto che, entro il 2020, l'Italia dovrà essere in grado di coprire il 17 per cento dei consumi finali di energia, esclusivamente attraverso le rinnovabili, che significa ben sei punti percentuali in più, rispetto al quota del 11,5 per cento, rilevata nel corso del precedente rilevamento.

A tale proposito, risulta interessante vedere cosa accade nelle varie Regioni: la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, infatti, ha fatto registrare un forte incremento in Valle d'Aosta (265,8%) e nelle Province Autonome di Trento (102,4%) e Bolzano (199,6%), mentre tra le altre regioni del Nord solo il Piemonte (32,8 per cento) si è distinto positivamente, rispetto alla media nazionale.

Se è pur vero che al Centro la Toscana rappresenta un esempio virtuoso (33,4%), è altrettanto vero che dall'altra parte troviamo il Lazio con una scarsa percentuale del 10,5%: le cose migliorano, invece, al Sud dove si registrano le quote più alte di consumi di energia elettrica coperte con fonti pulite, come stanno a dimostrare sia il Molise con il 78,6 per cento, che la Calabria con il 58 per cento.

Infine, occorre prendere atto che l'Italia si caratterizza, purtroppo, sia per una forte dipendenza dai mercati esteri, sia per la consistente quota di energia elettrica ancora oggi prodotta da fonti termoelettriche: nel 2012 i consumi elettrici sono stati pari a 5.082,9 Kwh per abitante, con una diminuzione, rispetto all'anno precedente, del 2,4 per cento circa.

Il consumo complessivo di energia elettrica, in questi termini, ha fatto registrare un aumento nel settore agricolo (+0,3%) e nel terziario (+3,4%), mentre è sensibilmente diminuito nell'industria (-6,6%), soprattutto a causa della perdurante crisi che ha portato alla chiusura di parecchie imprese, oltre a quello domestico (-1,0 per cento).