lunedì 17 febbraio 2014

Per 5 milioni di italiani la salute non è più un diritto

Negli ultimi cinque anni la povertà assoluta è cresciuta in Italia del 60 per cento, coinvolgendo nella sua drammatica escalation il 6,8% dell'intera popolazione, quasi 5 milioni di cittadini: nelle famiglie più povere, pertanto, si spendono in media per la sanità 16,34 euro al mese, rispetto ai 92,45 euro di media di tutte le altre famiglie italiane.

Ma la salute è ancora un un diritto garantito dalla Costituzione?  Pare proprio di no, visto che il più delle volte si è costretti a pagare due volte, con le tasse (per un servizio quasi sempre non all'altezza), con i ticket o con la parcella delle strutture private, come nel caso di esami diagnostici urgenti: un tanto emerge dal primo Rapporto sulla povertà sanitaria e sulla donazione dei farmaci in Italia, realizzato a cura della Fondazione banco farmaceutico.

I numeri rivelano che, dal punto di vista economico, la Fbc nel 2013 ha distribuito gratuitamente ai più bisognosi farmaci per un valore di oltre otto milioni di euro, ovvero circa sei milioni di euro in più di quanto avveniva nel 2007: per quanto riguarda le tipologie dei farmaci donati (75% proveniente dalle aziende produttrici), i più diffusi sono quelli contro l'acidità, gli analgesici, gli antinfiammatori, i preparati per la tosse e quelli contro i dolori articolari e muscolari.

Sempre nel corso del 2013, sono state 24  le aziende che hanno effettuato 274 donazioni, per un totale di 812mila confezioni, mentre alla Giornata di raccolta del farmaco hanno aderito 3.366 farmacie italiane, con una maggiore adesione al Nord (28% circa), rispetto ad una media nazionale del 18,7%: complessivamente sono state raccolte, infine, oltre 350mila confezioni, di cui quasi una su tre nella sola Lombardia.