martedì 8 ottobre 2013

Vizi e vitalizi della Banda Bassotti

In un Paese come il nostro, nel quale il 'fare politica' è considerato a tutti gli effetti alla stregua di una 'vera' professione, c'è poco da stupirsi se questi autentici fancazzisti, nonostante le trombature elettorali, continuano a vivere sulle spalle dei cittadini italiani.

Duemila di loro, infatti, non solo hanno un curriculum vitae vuoto come una zucca vuota, non solo hanno contribuito in qualità di pubblici amministratori (?) al default di un'intera nazione bensì, pur consci di tutto ciò, ogni mese continuano a percepire il 'vitalizio', ovvero quell'assegno extra (da aggiungere, in parecchi casi, alla pensione) pagato sempre con le nostre tasse.

Tra le fila di questa Banda Bassotti, si annida un po' di tutto: dagli ultimi tre sindaci della capitale (Rutelli, Weltroni e Alemanno), ad ex presidenti del consiglio, ad ex (dis)onorevoli della prima repubblica, usciti dall'agone politico a seguito di Tangentopoli.

A tale proposito, è bene sapere che i parlamentari maturano il diritto al vizio del vitalizio dopo soli cinque anni di mandato effettivo, ovvero al compimento dei sessantacinque anni.

Ma esistono delle eccezioni, di cui forse non tutti sono a conoscenza: il limite d'età, infatti, scende a 60 anni, nel caso in cui si è riusciti a stare in Parlamento per almeno due legislature, con l'ulteriore diminuzione di un anno per il conseguimento del diritto, per ogni ulteriore anno di mandato.

Giusto per fare qualche cifra: nel solo 2012 sono usciti dalle casse dello Stato ben 213 milioni di euro (guarda caso lo stesso importo dell'Imu che la premiata ditta Letta-Alfano-Napolitano ci vorrebbe far pagare a dicembre) sotto forma di 'vitalizi'.

Ed ecco, in ordine sparso, volti noti e meno noti della prima repubblica: l'ex ministro socialista Renato Altissimo (4.856), l'ex sindaco di Roma Clelio Darida (5.403), Gianni De Michelis (5.174), il 'bavoso' Arnaldo Forlani (5.691), il compagno proletario Pietro Ingrao (5.686) e l'ex delfino di Bottino Craxi, Claudio Martelli (4.684).

Come pure ex parlamentari della seconda (?) repubblica: l'ex premier Massimo D'Alema (5.283), Gianfranco Fini (5.614), Fausto Bertinotti (4.767), Luciano Violante (5.631), oppure il 'nuovo' membro della Corte Costituzionale, dottor Sottile Guliano Amato, che integra la sua misera pensione di 30 mila euro, con un vitalizio di 5.170 euro mensili.

Nascosti tra la folla dei beneficiati dal popolo italiano, scorgiamo un'altra schiera di ex eccellenti, come Romano Prodi (2.864), Marco Pannella (5.691), Claudio Scajola (4.656), Antonio Di Pietro (3.702), Lamberto Dini (4.077), ma anche Vittorio Sgarbi (4.701), l'ex presidente della Federcalcio Antonio Matarrese (4.346) e l'attuale Giancarlo Abete (3.796).

Ci sono, infine, i neopensionati come Gianni Alemanno che, sommando il vitalizio (4.419) all'indennità di consigliere comunale (1.500), guadagna addirittura di più di quand'era sindaco di Roma; vizio del vitalizio che non manca neppure ai suoi due predecessori, 'Cicciobello' Rutelli (5.755) e 'Yes, We Can(not)' Walter Veltroni (5.373).