giovedì 5 settembre 2013

Scuola, ancora rimandata la rivoluzione Hi-Tech

Ad iniziare per primi l'anno scolastico 2013-2014, sono stati oggi gli studenti bilingui della Provincia di Bolzano, mentre per ultimi a ritornare sui banchi saranno quelli pugliesi, il prossimo 17 settembre.

E anche quest'anno, nonostante le assicurazioni dei precedenti Ministri per l'istruzione Maria Stella Gelmini e Francesco Profumo, l'obbligo di usare i libri digitali nelle scuole italiane ha subito un ulteriore rinvio al 2015, questa volta per mano dell'attuale Ministro Maria Chiara Carrozza.

Pare infatti che, nonostante la digitalizzazione della scuola rappresenti un obiettivo strategico per lo sviluppo e la crescita, nessuno voglia assumersi la responsabilità (?) di operare le scelte conseguenti.

Secondo il Ministro Carrozza, i problemi sarebbero sostanzialmente due: il mancato adeguamento tecnologico di gran parte della scuole (Wi-Fi) e il rischio di produrre danni economici alle case editrici.

In particolare, furono proprio gli editori a sostenere che un passaggio repentino al digitale avrebbe provocato loro perdite economiche immediate, in conseguenza della mancata vendita dei libri di testo già in magazzino.

Francamente, rimane difficile da credere che, nei magazzini delle case editrici, ci sia una quantità tale di testi scolastici, da provocare addirittura danni economici rilevanti.

Nonostante ciò, grazie alla normativa sull'autonomia scolastica, bisogna pur dire che i dirigenti dei singoli Istituti potrebbero muoversi, senza dover attendere una decisione operativa da parte del Ministero.

In altre parole, i dirigenti scolastici potrebbero introdurre l'uso degli e-book fin da oggi, al pari di altre nuove tecnologie al servizio dell'istruzione.

Anche se, proprio per via dell'autonomia scolastica risulta difficile sapere, al momento, quante e quali scuole abbiano deciso, già da quest'anno, l'adozione dei libri di testo digitali.

Ma, soprattutto, potrebbe trattarsi di un'informazione del tutto irrilevante, stando almeno a quanto riferisce Salvatore Giuliano, dirigente scolastico dell'ITIS E. Majorana di Brindisi, nonché ideatore dell'innovativo progetto bookinprogress.

Secondo Giuliano, infatti, il nocciolo della questione non è certamente rappresentato dall'adozione obbligatoria dell'e-book nella scuola italiana, oppure cosa sia meglio tra iPad e Android.

Ciò di cui ci dovremmo preoccupare, semmai, è di capire se la scuola italiana sia effettivamente in grado di compiere passi in avanti, nella direzione di una reale modernizzazione dei propri insegnamenti.

Negli ultimi vent'anni, infatti, nonostante nel nostro Paese sia avvenuta una vera e propria rivoluzione Hi-Tech, l'unica cosa che è rimasta pressoché uguale a se stessa da più di mezzo secolo è, ancora oggi, purtroppo la scuola.