lunedì 22 luglio 2013

POLITICA | SOLDI AI PARTITI: PDL E PD A BRACCETTO ANCHE CONTRO L'ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

La Casta, come volevasi dimostrare, fa retromarcia e si ribella a qualsiasi ipotesi di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
Alla vigilia della discussione in Parlamento del ddl voluto dal governo Letta -anzi uno dei suoi primi punti programmatici- ecco che Maurizio Bianconi e Ugo Sposetti, rispettivamente tesorieri di PDL e PDmenoelle, agitano all'unisono lo spauracchio della 'democrazia a rischio'.
Io non ho paura per me, ho paura per la democrazia, perché questa è una legge sbagliata, ipocrita, piena di sciocchezze, siamo rimasti solo io e Peppone a pensarla così, dice Bianconi, novello don Camillo.

Peccato che, a differenza degli indimenticabili personaggi usciti dalla penna satirica del compianto Giovannino Guareschi, questi signori rappresentino non la commedia, bensì purtroppo la 'farsa' tragicomica di quello che è oggi diventata la politica italiana.
Bianconi aggiunge altresì se la gente vuole eliminare il finanziamento pubblico, lo si elimina sul serio, non si usano palliativi come il 2 per mille, e non si introducono cose che fanno morire dal ridere, come i programmi per l'accesso in tv e la sede gratis ai partiti”.

E bravo Bianconi: sul fatto che il ddl voluto da Enrico Letta, altro non rappresenti che una emerita 'bufala', concordiamo pienamente, soprattutto perché è dai tempi del referendum del 1993, che la gente ha già 'deciso', con un referendum, di eliminare del tutto il finanziamento pubblico ai partiti.
Ma lo scenario che evoca il tesoriere del PDL è decisamente apocalittico “Da una parte c'è l'opinione pubblica che, più che togliere soldi ai partiti, vuole ammazzare tutti i politici; ci vuole tutti morti, impiccati, fosse per loro chiuderebbero Camera e Senato e farebbero seimila piazzali Loreto, mica li plachi togliendoci qualche soldo” -dice- “dall'altra una legge come questa ci fa finire dritti nelle mani dei poteri ben interessati: tecnocrati e poteri economici, che vogliono indebolire una classe politica annichilita e paralizzata dalla paura”.

Ma come avrà fatto il Movimento 5 Stelle ad essere il primo partito italiano alle ultime elezioni politiche, senza aver percepito nemmeno un centesimo di finanziamento pubblico?
Ma come avranno fatto i Parlamentari del M5S a sopravvivere, finora, nella Capitale tentacolare senza trattenersi tutto lo stipendio, anzi restituendone la gran parte allo Stato?
Come sarà che i parlamentari pentastellati girano liberamente tra la gente, si fermano, discutono, ascoltano, senza avere accanto a sé uno straccio di guardia del corpo o di macchina blu, con tanto di autista, pagati dai cittadini?

Qualcuno, per favore, potrebbe spiegare tutto questo a Bianconi?
E magari anche al suo sodale Sposetti (Pdmenoelle) che, a proposito dell'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ha detto, testualmente, che si tratterebbe di 'una violenza alla democrazia', dichiarando al contempo d'impegnarsi nell'ardua impresa di 'far proseliti' per bloccare anche questo, seppur 'blando', disegno di legge governativo?
Non abbiamo del resto alcun dubbio che, di proseliti, all'interno di questo Parlamento i due tesorieri ne troveranno di sicuro più che a sufficienza.